I Padri Domenicani giunsero ad Erice su richiesta della cittadinanza e si stabilirono in locali adiacenti la chiesa di San Michele, in seguito ampliati e abbelliti insieme all’edificio sacro. La considerazione della quale godevano nel tessuto sociale e religioso della città fu notevole ed infatti fu nella loro chiesa che i fabbri ferrai e gli orefici gestirono la cappella del loro patrono sant’Eligio.
Sui vari altari erano poste diverse opere dei fratelli Bagnasco che nel XIX sec. realizzarono per i Padri statue di San Domenico, San Vincenzo Ferreri e della Madonna del Rosario ancora esistenti anche se in precario stato di conservazione. La statua gaginesca della Madonna della mazza si trova attualmente sul secondo altare a sinistra della chiesa di San Carlo dove fu trasferita circa 60 anni fa.
La Compagnia del Rosario e l’Accademia dei Difficili ebbero qui la loro sede e operarono a lungo la prima con lo scopo di diffondere la preghiera del Santo Rosario e la seconda per assemblee durante le quali si trattavano argomenti sacri in inverno e profani in estate.
A seguito della soppressione degli ordini religiosi nel 1866, il convento fu chiuso e poi utilizzato come sede delle Scuole elementari fino agli anni 60 del secolo scorso. La chiesa, invece, continuò ad essere officiata sino agli anni precedenti la II guerra mondiale e poi abbandonata.
Qualche decennio fa l’intera struttura è stata ceduta al Centro Ettore Majorana che è intervenuto sul convento ristrutturandolo e rendendolo funzionale e, purtroppo, ha trasformato la chiesa, che nel frattempo aveva subito dei crolli, in sala convegni.
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