| S. Agnese |
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Questa chiesetta, piccola ed ad unica navata, sita in via V. Emanuele, fu fondata nel sec. XVI dalla nobile famiglia Ferro. Da un documento del notaio Niccolò Toscano del 1552 sappiamo che fu scelto dai Ferro come Beneficiale il sacerdote Giacomo Cannizzaro. Successivamente, alla morte del beneficiale Giacomo Mango, Donna Antonia Ferro, baronessa del Fiume Grande, presentò il successore Vincenzo Giangreco(1610). Nel 1641, invece, don Bernardo o Berardo Ferro, barone del Fiume Grande, presentò il sacerdote Pietro Angelo. Nel 1689-90, morto Pietro Angelo, si trova un nuovo Beneficiale, Giacomo La Porta, eletto non più dalla famiglia Ferro, ma dall’Ordinario(vescovo di Mazara) perché la famiglia trascurò di fare la presentazione. Anche i successivi Beneficiali furono nominati dal vescovo: Sebastiano La Porta, Girolamo Panfalone, Alberto Panfalone (Economo nel 1772), ed ancora il chierico Matteo Salerno, e poi il chierico Antonino Salerno (1795). Nel 1857, ormai cadente, fu restaurata dal suo economo sac. D. Giuseppe Tranchida, mansionario e maestro di Cerimonie dell’insigne Collegiata Madrice. L’economo Tranchida fece giungere da Roma una reliquia della titolare consistente in una particella della camicia della vergine domenicana da Montepulciano conservata in una teca d’argento di forma ovale. Nei primi anni del Novecento, acquistato da privati, l’ambiente fu adattato per diventare sede di una banca. Attualmente non si ha nessuna notizia del suo arredo anche se una statua in stucco di Sant’Agnese è rimasta per un lungo ma imprecisato numero di anni nella sagrestia della chiesa di S. Francesco di Paola. Attualmente è visibile nella chiesa di S. Giovanni Battista. |
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