| S.Rocco |
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I locali dell’attuale Polo Umanistico del Comune di Erice hanno una storia complessa e antica; come per buona parte delle strutture edilizie ericine, infatti, diversi sono stati gli usi e i cambiamenti avvenuti nel corso dei secoli. Il primo nucleo nacque per essere adibito a Conventino dei Frati del Terzo Ordine Francescano su iniziativa, nel 1633, dell’ericino Fra’ Matteo Curatolo del monastero di Martogna. Esso, però, ebbe vita breve: nel 1658, quando erano avviati i lavori per ingrandirlo, fu chiuso per una disposizione di Papa Innocenzo X che decretava la soppressione di tutti i piccoli conventi. I locali restarono così abbandonati per parecchi anni. Nel 1752 D. Giuseppe Stella, vescovo di Mazara alla cui diocesi apparteneva Erice, riadattò gli ambienti e fondò un Conservatorio di Donne Penitenti. Inizialmente questo Conservatorio si mantenne con le elemosine dei fedeli poi, gradualmente, godette di lasciti come ad esempio quello di Anna Curatolo Scuderi, e del contributo economico del Comune. Col tempo l’edificio fu ampliato per mezzo di acquisizioni di aree limitrofe e la costruzione di saloni e cameroni nei piani superiori. Aggregata al Conservatorio era la chiesa di S.Rocco e S.Sebastiano alla quale si poteva accedere agevolmente e direttamente tramite il cavalcavia coperto che ancora oggi incornicia la discesa di S.Rocco. Nel 1915 il Conservatorio fu chiuso. La Congregazione della Carità che lo amministrava cedette i locali al Comune ricevendone in cambio il Monastero delle Clarisse dove venne fondato il collegio-orfanotrofio “Opera Pia S. Rocco” (oggi Centro “E. Maiorana”). Durante il XX sec. è stato utilizzato dal Comune per gli uffici della Pretura e come Carcere mandamentale: la statua dell’Immacolata del 1605 di Orazio Ferraro, proveniente dalla chiesa di S. Giuliano, che si trova in una sala al primo piano, era posta sull’altare della cappella dei reclusi. Oggi, dopo parecchi anni di chiusura, è stato restaurato e riaperto per un riuso sociale e culturale del complesso nel suo insieme.
La Chiesa fu fondata verso il 1570 a seguito di una pestilenza durante la quale gli ericini avevano invocato la protezione dei santi Rocco e Sebastiano. Il portale, della fine del XVI sec., fa bella mostra di sé ancora oggi ed è tutto quello che resta di una costruzione chiesastica il cui interno era a tre navate con ben sei altari laterali oltre quello centrale: la statua di San Rocco che oggi si trova nella chiesa di san Carlo proviene dal terzo altare a sinistra; opera in legno di Pietro Croce, scultore ericino, del 1858, fu poi trasferita nella chiesa di San Pietro dove rimase esposta alla devozione popolare sino alla chiusura della stessa. Dal 1740 ebbe qui la sua sede la Compagnia degli “Azzoli” o del SS. Sacramento che vi si trasferì dalla chiesa Madre. Questa compagnia curava la processione del Corpus Domini ed era denominata degli “Azzoli” per il colore azzurro del mantello dei confrati. Nel 1940, dopo un lungo periodo di chiusura, fu adattata a sala cinematografica. |
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