Museo “Antonio Cordici” e Biblioteca “Vito Carvini”
Scritto da Angela Luisa
In Piazza Umberto I, comunemente chiamata “la Loggia” per l’antica loggetta a portici del palazzo Giuratorio, si trovano al I° piano del Palazzo Comunale in due ambienti contigui Museo e Biblioteca Comunale.
Fu Antonio Cordici che per primo raccolse con zelo e cura ogni oggetto di valore storico, artistico ed archeologico di Erice. Nell’atrio risalta “l’Annunciazione” una capolavoro in marmo di Antonello Gagini del 1525, qui trasferita dalla Chiesa del Carmine. Interessanti sono una sequela di iscrizioni murate greche, ebraiche, una ibrida (mista di greco, latino ed ebraico). Pregevoli anche due piccoli pannelli che rappresentano l’uno la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, l’altro il Battesimo di Gesù Cristo (sec.XVI), notevole il reperto di ispirazione egittizzante rinvenuto in una tomba scoperta casualmente nelle vicinanza di porta Trapani. Ancora nell’atrio una statua in stucco dell’Immacolata dello scultore ericino Pietro Croce.
Nelle pareti della scala che accede al piano superiore sono sistemati alcuni campioni di pavimentazione in ceramica (sec. XVII), lapidi e stemmi di famiglie patrizie ericine, nei pianerottoli palle da catapulta ed un mulino segestano. Si accede quindi alla Biblioteca che consiste in una raccolta di circa trentamila titoli. Notevole interesse rivestono i documenti dell'Archivio storico il cui studio offre la possibilità di approfondire aspetti della vita ericina dei secoli passati. Molti gli studiosi che hanno attinto preziose notizie dalla consultazione dei manoscritti dei principali storici e cronisti ericini (Cordici, Carvini, Teodori, Guarnotti, Provenzani, Spalla, Castronovo). Si conservano anche quindici rari incunabili e numerosi libri del sec. XVI. Un cospicuo fondo antico è temporaneamente custodito nei locali del Convitto Sales in attesa di una auspicata idonea collocazione.
Il piccolo Museo conserva oggetti di notevole interesse anche se a seguito di un furto avvenuto nel 1996 la collezione di monete e di reperti archeologici risulta depauperata. Rimangono comunque testimonianze di età punica, ellenistica e romana, consistenti in frammenti di statue, unguentari e lucerne, un cippo funerario, e diversi frammenti di ceramica decorata. Una donazione ha ricostituito la collezione numismatica con pezzi di conio ericino e di altre antiche città siciliane.
Notevole un crocifisso di Pietro Orlando del 1650, un presepe con figurine in alabastro, ed un baule da corredo settecentesco. Nel soppalco una piccola serie di argenti prodotti da artigiani del territorio o provenienti dalle botteghe palermitane, tra cui la “mazza” dei giurati, e parati liturgici confezionati nei conventi di Erice. Alle pareti alcuni dipinti tra i quali spiccano due con la Madonna di Custonaci patrona di Erice.
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